Il franchising del terrore
Diciassette attacchi in sette settimane. Sinagoghe, scuole ebraiche, centri comunitari colpiti in tutta Europa. Un gruppo dal nome impronunciabile — Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiyya, il Movimento Islamico dei Compagni dei Giusti — rivendica tutto con video amatoriali su Telegram. Nessuno li aveva mai sentiti nominare. E questo, paradossalmente, è parte del disegno.
Perché il nome non conta. Conta la struttura.
Gli esperti di sicurezza vedono nel gruppo una probabile costola operativa dell'IRGC. Una fonte vicina a Kataib Hezbollah — la più potente delle milizie sciite irachene, braccio operativo di Teheran nel cuore del Medio Oriente — ha confermato i legami con il gruppo e precisato che alcuni suoi membri sono iracheni. Il meccanismo è collaudato: Teheran non firma gli attacchi, li appalta. Proxy criminali reclutati online, pagati in criptovaluta, iniziati con compiti banali — affiggere manifesti, filmare edifici pubblici — e poi scalati verso obiettivi più seri. Un'architettura a strati progettata per massimizzare la negabilità e minimizzare la tracciabilità.
E non avviene nel dark web. Avviene su Telegram, in chiaro, con tanto di bottone "start".
Un canale — "VIP Employment", in inglese e in ebraico — pubblicizzava apertamente il reclutamento di "agenti ben pagati" per l'intelligence iraniana. Non era un'operazione clandestina: era una vetrina. La polizia antiterrorismo britannica indaga sui legami con gli attacchi londinesi, tra cui quello alla Kenton United Synagogue, definita dal gruppo "un centro di influenza sionista". Atti processuali già depositati dimostrano che uomini reclutati attraverso canali simili venivano incaricati di filmare siti governativi e militari. Uno di loro si è visto offrire oltre trentamila dollari per assassinare il proprio comandante.
La domanda che nessuno pone è quella più scomoda: quanti paesi europei dispongono di strutture di controspionaggio adeguate a intercettare reclutamenti che non avvengono in ambasciata, ma su un'app che chiunque ha installata sul telefono? La risposta è già nei diciassette attacchi. È già nell'ambulanza chiamata fuori da una sinagoga. È già nella comunità ebraica di Londra — una delle più grandi d'Europa, storica, profondamente radicata — che si scopre più vulnerabile di quanto pensasse.
Teheran ha esportato la guerra senza dichiararne una. Ha costruito un franchising del terrore scalabile, modulare, a bassa intensità e ad alta frequenza. L'Occidente risponde con indagini. Intanto il bottone "start" è ancora lì, accessibile a chiunque.
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