Quando gli scarafaggi si organizzano
Nato come battuta online dopo che un giudice ha dato dei "parassiti" ai disoccupati, il Cockroach Janta Party ha superato il partito di Modi su Instagram in due settimane. Ed è appena sceso in piazza.
Ventidue milioni di follower su Instagram in poche settimane. Più del partito di governo. Il Partito degli Scarafaggi indiano — Cockroach Janta Party, CJP — non esisteva un mese fa. Adesso il governo Modi ha provato a oscurargli l'account su X, bloccato in India per ragioni di sicurezza nazionale, che è il modo più rapido per ammettere che qualcosa fa paura.
Tutto nasce da un insulto. Il presidente della Corte suprema, durante un'udienza, ha paragonato i giovani disoccupati indiani a "parassiti" e "scarafaggi" — parole di cui poi rivendicherà il travisamento, come si fa sempre dopo. Abhijeet Dipke — trentenne, stratega della comunicazione politica formatosi alla Boston University e in passato nella squadra social dell'Aam Aadmi Party — viveva negli Stati Uniti. Per reazione ha lanciato una domanda sui social: e se tutti gli scarafaggi si mettessero insieme? La risposta è arrivata a milioni. Ha capito di aver toccato un nervo scoperto. Ha costruito un sito, gli account, un manifesto che prende di mira il governo e uno slogan che pesa più del manifesto: un partito per chi il sistema ha dimenticato di contare. Il nome stesso è una parodia del Bharatiya Janata Party di Modi.
Questo fine settimana l'insulto è sceso in piazza. A Delhi, sotto sorveglianza pesante, sono arrivati a centinaia. Dipke è atterrato dagli Stati Uniti la mattina stessa per guidare il corteo. Ha chiesto ai manifestanti di portare un libro — simbolo del diritto allo studio — e la bandiera nazionale, e di offrire fiori ai poliziotti come gesto di pace. Ha detto che i giovani del Paese non avranno più paura. Che per il governo saranno pure insetti, ma sono vivi e sanno difendere i propri diritti. Che dalla battuta è nata una rivoluzione.
I numeri spiegano la rabbia meglio di qualsiasi comizio. Quasi il 40% dei laureati indiani sotto i venticinque anni è senza lavoro. In istruzione privata le famiglie spendono in media dieci volte quanto costa quella pubblica, e si indebitano fino al collo per comprare ai figli un posto in medicina o ingegneria, o un impiego pubblico. La pressione produce suicidi. Questi esami non valutano: controllano. Sono strumenti di controllo sociale, e molto efficaci. Il messaggio del sistema non è più chiedersi perché o come. È eseguire e morire.
Il movimento ha trovato il suo detonatore nell'ennesimo scandalo. L'esame di ammissione a medicina — più di due milioni di candidati per centotrentamila posti — è stato di nuovo venduto al miglior offerente, annullato, e gli studenti costretti a rifare la trafila. Una richiesta centrale del corteo di sabato erano le dimissioni del ministro dell'Istruzione, Dharmendra Pradhan, ritenuto responsabile di una catena di scandali. Un aspirante medico sedicenne ha posto la domanda più semplice: come fanno le tracce a finire in vendita, e dove sarebbe la giustizia? È la logica del sistema, senza retorica: ci si ammazza di studio per esami che vengono comprati, e alla fine il lavoro non c'è comunque.
Resta la domanda vera. Un fenomeno nato online può diventare politica? Per qualcuno le centinaia in piazza sono già un risultato, per altri una delusione di fronte ai milioni che applaudono dallo schermo. Lo scarto tra il clic e il corpo in strada è il punto debole di ogni movimento di questa generazione, in India come altrove. E lo sanno: è Davide contro Golia. Sotto Modi il BJP ha concentrato potere su governo, media e magistratura, e lo Stato non è stato tenero con gli oppositori.
Eppure l'esempio del vicinato pesa. Movimenti guidati dai giovani hanno fatto cadere governi in Bangladesh, in Sri Lanka, in Nepal. A Delhi, sabato, pochi parlavano ancora del CJP come di un meme. E l'insulto, ormai, se lo sono cuciti addosso e lo portano come una bandiera: sono il futuro del Paese, e li hanno chiamati scarafaggi.
E fuori dall'India? La materia prima non manca da nessuna parte. Laureati senza lavoro, titoli di studio che valgono meno della carta su cui sono stampati, un patto generazionale saltato — studia, fatica, e avrai un posto — che oggi suona come una presa in giro dal Cairo a Madrid, da Jakarta a Nairobi. La forza del CJP non sta nello scarafaggio, che è locale, nato da un insulto di un magistrato indiano. Sta nel meccanismo: un singolo umiliato che rovescia l'umiliazione e a quell'umiliazione aggancia milioni di persone che si erano sentite dire la stessa cosa senza mai avere un nome per dirla. Quel meccanismo non ha passaporto. Cambia l'animale, cambia la lingua, resta il rancore di una generazione contata per ultima. Il modello è esportabile proprio perché non è un programma politico: è un'emozione con un logo. E le emozioni con un logo viaggiano più veloci dei partiti.
Modi ha provato a oscurare l'account. Ma con gli scarafaggi il problema è noto da sempre: schiacciarne uno è facile. È quando si muovono tutti insieme che diventa un'altra storia.